Salviamo il Colosseo

DAL COMMISSARIAMENTO


DOPO LE OFFESE DEL TEMPO E DELLO SMOG ORA 

IL COLOSSEO RISCHIA ANCHE L'INCAUTO RESTAURO


Appena pochi giorni fa l’ARI, Associazione Restauratori d’Italia, denunciava la ricorrente prassi mediante la quale le Amministrazioni pubbliche affidano impropriamente il restauro di porzioni del patrimonio storico ed artistico nazionale ad imprese non qualificate ad operare nell’ambito del restauro delle superfici di beni architettonici secondo le normative vigenti.

Ora l’Associazione rileva che la pratica riguarda da vicino il monumento per eccellenza, cioè il Colosseo.

La questione investe, infatti, la procedura negoziata dei lavori di campionatura per il restauro e la pulitura dell’Anfiteatro Flavio, il cui appalto è gestito in emergenza dal Commissario per le aree archeologiche del comune di Roma, organismo scaturito dalle copiose piogge che hanno investito la Capitale lo scorso anno e che dipende direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In questa procedura di gara, la categoria di lavori OS 2, cioè quella che qualifica le imprese specializzate nel restauro delle superfici é già stata "espulsa" dalla possibilità di concorrere alla gara, alla quale sono state chiamate a partecipare unicamente le imprese edili, in evidente omissione alla normativa sui lavori pubblici.

Ma c’è di più. Nel lontano anno 2001 furono resi pubblici gli esiti dei cantieri piloti ed i risultati delle campionature per la pulitura del travertino, che all’epoca furono eseguite dal Mibac e dall'Università secondo metodologie del restauro altamente qualificato e con descrizione perfino dei tempi di applicazione mediante la "nebulizzazione ad acqua". Oggi, nell’anno 2010, dello studio intrapreso allora, non solo non rimane alcuna traccia, ma il bando prescrive alle impresa edili concorrenti, cioè ai muratori che metteranno mano al monumento più importante del mondo, un "trattamento speciale" a base di "bicarbonato di sodio in sospensione di colla d'amido" con eventuale uso di "acido organico".

Si profilano tempi sempre più difficili per il monumento, sul quale potrebbero piovere insieme ai denari degli sponsor anche le mani poco esperte di imprese con personale non qualificato, con l’aggravante che la preclusione alle imprese specializzate nel restauro di superfici renderà di fatto del tutto accessoria anche la presenza di un direttore tecnico Restauratore di Beni culturali.

COMUNICATO ARI

Comitato Colosseo  info@salviamo-il-colosseo.org